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La banca dati delle risposte pubblicate dall’Agenzia delle Entrate
Con riferimento al credito d'imposta per imprese energivore, i ricavi derivanti da contratti derivati di copertura (swap) non rilevano ai fini della determinazione della spesa agevolabile, tuttavia rilevano ai fini del rispetto del requisito per l'accesso all'agevolazione. Con riferimento al credito d'imposta per imprese gasivore, i ricavi in esame rilevano esclusivamente ai fini del calcolo della spesa agevolabile.
La società olandese appartenente ad un gruppo societario brasiliano che intende avviare un business in Italia, in cui la negoziazione dei contratti è centralizzata presso la casa madre olandese, dovrà necessariamente aprire una stabile organizzazione, da considerare quale debitore d'imposta per le operazioni effettuate.
Nell'ipotesi di contratti di servizi in cui l'utenza è intestata ad un soggetto che riaddebita, in via univoca e non analitica, il costo dei servizi ad un altro soggetto, ai fini del credito d’imposta per le imprese non energivore è necessario verificare se il riaddebito del costo dell'energia possa essere qualificato come "analitico": 1) individuando espressamente la quota di corrispettivo derivante dal costo dell'energia elettrica o gas naturale sostenuto dal prestatore del servizio; 2) correlando direttamente l'incremento del costo dell'energia sostenuto dall''intestatario dell'utenza e la quota di corrispettivo dovuto dal cliente, in modo tale che l'incremento del prezzo delle materie prime sia posta (in tutto o in parte) a carico del cliente.
Il credito IVA e i crediti commerciali non possono essere utilizzati in compensazione orizzontale per il pagamento degli importi dovuti ai fini del valido perfezionamento della rottamazione-quater.
Il dispositivo medico del caso di specie (composto da polvere di collagene equino), classificato nella voce doganale NC 3004 9000, può fruire dell'aliquota IVA del 10%, prevista dal n. 114) della Tabella A, Parte III, allegata al DPR n. 633/1972.
Il cittadino italiano che si è trasferito fiscalmente in Svizzera il 31 maggio di un determinato anno, iscrivendosi all’AIRE l’anno successivo, è considerato residente in Italia sino alla suddetta data e residente in Svizzera dal giorno successivo, ai sensi della clausola di split year contenuta nella Convenzione contro le doppie imposizioni Italia-Svizzera.