Rendicontazione di sostenibilità: tutto quello che devi sapere

L'Omnibus I ridisegna gli obblighi della CSRD. Qui trovi tutte le informazioni aggiornate per capire cosa cambia per la tua impresa.

 ultimo aggiornamento: 26/02/2026

Sommario

Cos'è la CSRD e cosa cambia con l'Omnibus I

La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD – Direttiva UE 2022/2464)(1) ha ampliato significativamente gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità per le imprese rispetto alla precedente NFRD (Non Financial Reporting Directive – Direttiva 2014/95/UE). Tra le principali novità introdotte:

  • l’obbligo di includere le informazioni nella relazione sulla gestione, in una sezione specificamente contrassegnata
  • l'obbligo di rendicontare secondo gli standard europei ESRS (European Sustainability Reporting Standards)
  • l'applicazione del principio di doppia materialità
  • il coinvolgimento della catena del valore nella rendicontazione dei propri impatti, rischi ed opportunità a monte e a valle

Il 26 febbraio 2025 la Commissione Europea ha presentato il primo Pacchetto Omnibus per semplificare alcune normative dell’UE, tra cui la CSRD(2). Il 26 febbraio 2026 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'UE la Direttiva (UE) 2026/470 che modifica in modo sostanziale la CSRD, riducendone il perimetro di applicazione e semplificando diversi obblighi. Gli Stati membri, Italia compresa, dovranno recepire le modifiche entro il 19 marzo 2027. Le informazioni che seguono riflettono il quadro normativo aggiornato.

Le cose da sapere

1. Chi è obbligato a rendicontare

 Gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità si applicano esclusivamente alle imprese che superano entrambe le seguenti soglie:

  • Numero medio di dipendenti > 1.000
  • Ricavi netti delle vendite e delle prestazioni (fatturato) > 450 milioni di EUR

Questo vale sia per le imprese individualmente sia per le imprese madri di gruppi (su base consolidata). Sono escluse dal perimetro le PMI, anche se quotate.

Per le imprese di paesi terzi (extra-UE), l'obbligo scatta se generano ricavi netti superiori a 450 milioni di EUR nell'UE per due esercizi consecutivi. In quel caso, sono coinvolte le loro imprese figlie o succursali nell'UE con ricavi superiori a 200 milioni di EUR. L’impresa figlia dell’impresa di un paese terzo o la succursale dell’impresa di un paese terzo è tenuta unicamente a pubblicare e a mettere a disposizione la relazione sulla sostenibilità fornita dall’impresa del paese terzo.

2. Quando entrano in vigore gli obblighi

  • Esercizi 2025 e 2026: rimangono soggette le imprese già rientranti nella prima fase di applicazione della CSRD (grandi imprese quotate con > 500 dipendenti, già obbligate dal 2025). Gli Stati membri possono tuttavia esentare le imprese che non superano le nuove soglie per gli esercizi aventi inizio tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2026
  • Dal 1° gennaio 2027: si applica il nuovo perimetro ristretto (> 450 mln di fatturato e > 1.000 dipendenti)

3. Semplificazione degli ESRS

La Commissione ha incaricato EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) di rivedere la prima serie di standard emanati nel 2023 (gli European Sustainability Reporting Standards - ESRS), con l'obiettivo di:

  • eliminare gli elementi informativi meno rilevanti;
  • privilegiare le informazioni quantitative rispetto al testo descrittivo;
  • distinguere più chiaramente tra elementi obbligatori e volontari;
  • fornire istruzioni chiare sull'applicazione del principio di doppia materialità;
  • migliorare la coerenza con altri atti normativi dell'UE e l'interoperabilità con gli standard internazionali.

La bozza dei nuovi ESRS semplificati è stata presentata il 3 dicembre ed ora la Commissione proseguirà con l'iter procedurale, intendendo emanarli con atto delegato a metà del 2026, con obbligo di utilizzo dal FY 2027. 

Nel mentre, la Commissione ha adottato il Regolamento delegato “Quick fix”, introducendo importanti semplificazioni per le imprese obbligate a rendicontare dal 2025: maggiori informazioni qui

4. Standard volontari per le imprese non obbligate

Le imprese con meno di 1.000 dipendenti che si trovano nella catena del valore di un'impresa obbligata sono definite "imprese protette". La Commissione adotterà entro il 19 luglio 2026 principi di rendicontazione di sostenibilità ad uso volontario (basati sullo standard volontario per le PMI non quotate – VSME di EFRAG), che definiscono il tetto massimo di informazioni che le grandi imprese possono richiedere loro.

In pratica, le imprese obbligate non potranno chiedere alle imprese protette informazioni che vadano oltre quelle previste da tali principi volontari. Le imprese protette avranno il diritto di rifiutare di fornire informazioni eccedenti tale soglia, e le imprese obbligate dovranno esplicitamente informarle di questo diritto.

Qui sono presenti maggiori informazioni sullo standard volontario per le PMI (VSME).

5. Altre novità rilevanti

  • Assurance: è prevista la sola attestazione a livello di sicurezza limitato (limited assurance), mentre l'obbligo di adottare principi per la reasonable assurance, che era stato previsto dalla CSRD, è stato soppresso. Il termine per l'adozione degli standard di attestazione da parte della Commissione è posticipato al 1° luglio 2027.
  • Holding finanziarie: le imprese di partecipazione finanziaria le cui imprese figlie hanno modelli di business indipendenti possono scegliere se comunicare informazioni sulla sostenibilità consolidate o se ometterle.
  • Acquisizioni e fusioni: le imprese madri possono rinviare all'esercizio successivo la rendicontazione delle imprese acquisite o fuse nel corso dell'anno, o escludere dalla relazione consolidata le imprese uscite dal gruppo durante l'esercizio.
  • Omissione di informazioni sensibili: le imprese possono omettere informazioni che recherebbero grave pregiudizio commerciale, che costituiscano segreti commerciali, che siano classificate, o che debbano essere protette per ragioni di riservatezza o sicurezza. In tutti i casi, l'omissione deve essere dichiarata e rivalutata ogni anno.
  • Marcatura digitale (XHTML): le imprese dovranno inserire una marcatura digitale per garantire accessibilità e interoperabilità dei dati tramite il futuro “Punto di accesso unico europeo” (ESAP), ma l’obbligo ci sarà solo dopo l'adozione delle relative norme tecniche da parte della Commissione.

Il supporto di Assolombarda

Assolombarda, tramite il supporto sulla Finanza Sostenibile, accompagna le imprese nell’avvio di percorsi strutturati per integrare la sostenibilità nel modello di business e trarne valore. Tra le attività, insieme all’Associazione è possibile verificare l’applicazione degli obblighi previsti dalla normativa sulla rendicontazione di sostenibilità in relazione alla propria realtà aziendale e individuare le modalità più efficaci per garantire la compliance normativa.

È inoltre presente il Desk ESG, un servizio multidisciplinare che offre una gamma completa e personalizzata di soluzioni, dalla gestione degli impatti ambientali alla responsabilità sociale, fino alla governance aziendale.

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Contatti

Per maggiori informazioni su questa notizia, le aziende possono contattare Maria Pasetto - Area Credito e Finanza - e-mail , tel. 02.58370704, o richiedere online un appuntamento. Inoltre, è presente un supporto personalizzato di Assolombarda Servizi che integra i servizi di Assolombarda con una consulenza specializzata.

Note

(1) A questo link è possibile trovare tutte le informazioni sulla CSRD e sul processo legislativo

(2) Il primo intervento previsto dall’Omnibus I, cosiddetto. “Stop the clock” è entrato in vigore il 17 aprile 2025 con la Direttiva (UE) 2025/794, recepita in Italia dalla legge n. 118 dell'8 agosto 2025, e prevede il posticipo di due anni dell’entrata in vigore degli obblighi per le grandi imprese (dal 2026 al 2028).

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