Osservatorio Welfare Assolombarda - Anno 2021

Il fenomeno monitorato attraverso i contratti aziendali e l'attività dei provider

La percentuale di accordi depositati presso il Ministero del Lavoro con contenuto di welfare aziendale nel 2021 risulta pari al 59,7%. E’ una misura solo approssimativa della diffusione di un fenomeno in costante crescita (nel 2020 era del 57,4%), dato che non rileva, ad esempio, le eventuali iniziative adottate da imprese che non hanno stipulato e depositato accordi di produttività ai fini della detassazione.

L’indagine sul lavoro, condotta tra le associate di Assolombarda, offre uno spaccato per il territorio di Milano, Monza, Pavia e Lodi ancor più emblematico dell’interesse delle imprese per questo strumento: accordi di secondo livello sono attivi in circa il 60% delle circa 300 aziende che hanno collaborato e in questi casi il welfare aziendale è previsto in 3 accordi su 4.

Un lavoratore su tre converte il premio in welfare

Tra le imprese che hanno partecipato all’indagine la scelta più frequente di finanziamento è quella mista: il 52% prevede infatti sia la conversione di premi in welfare, sia erogazioni “on top”.

Tra i lavoratori che ne hanno l’opportunità, la percentuale di chi decide di procedere alla conversione si aggira intorno al 33%, con punte del 37% tra gli impiegati. Dai dati raccolti dall’indagine risulta che mediamente viene convertita una quota pari al 45,5% del premio di produzione: applicata ai 1.520 euro stimati dall’analisi dei contratti depositati presso il Ministero del Lavoro, tale percentuale varrebbe circa 700 euro.

Percentuale di premio convertita

imm1 - percentuale di premio convertita

Aumenta l'importo speso in servizi welfare

L’Osservatorio, grazie ai provider che collaborano all’iniziativa, dispone di informazioni di dettaglio sulle somme mediamente spese dai beneficiari di welfare aziendale e sulle tipologie di servizi fruiti.

Nel 2021 i lavoratori hanno mediamente potuto disporre di importi stimabili mediamente in 1.080 euro, in forte aumento (+38% rispetto ai 780 del 2020). Aumenta ulteriormente la propensione di spesa (al 79,5%, dal 76,5%). L’effetto complessivo è stato un aumento dell’importo effettivamente speso in welfare: 858 euro in media per lavoratore, +44% rispetto ai 596 euro rilevati nel 2020.

Ammontare medio della spesa welfare

imm2 - ammontare medio della spesa welfare

Il welfare aziendale come strumento di HR management

Il focus sulle politiche di HR management condotto attraverso l’indagine con le aziende associate evidenzia che l’obiettivo prioritario delle Direzioni del Personale è aumentare la motivazione dei collaboratori (engagement), considerato in questo momento relativamente più importante di attrarre nuovi talenti (attraction) e del trattenere le risorse più strategiche (retention).

E per raggiungere tale obiettivo i Direttori del Personale che hanno collaborato alla survey valutano come strumento più efficace proprio la categoria “welfare, wellbeing e benefit”; una leva che ha effetti importanti anche i fini dell’attraction (ma meno dei “contenuti economici”), mentre appare meno utile per disincentivare le dimissioni..

Cresce l’apprezzamento del welfare aziendale da parte dei lavoratori: quelli che convertono almeno in parte il loro premio di produzione sono uno su tre, per una quota che, in media, è quasi la metà. Gli strumenti di welfare risultano essere la leva più efficace ai fini dell’engagement dei dipendenti.

Intensità di utilizzo (scala 1-10) delle categorie di leve di HR management_engagement

imm3 -  Intensità di utilizzo delle categorie di leve di HR management_engagement