Osservatorio Open Innovation e Corporate Venture Capital 2022

Dieci anni fa, nel 2012, entrava in vigore la normativa che ha definito e regolato le startup e le PMI innovative, con l’obiettivo di sostenerne la nascita e la crescita e quindi “favorire lo sviluppo tecnologico, la nuova imprenditorialità e l’occupazione, in particolare giovanile”. Esse rappresentano, infatti, un forte stimolo in chiave innovativa e tecnologica per il tessuto imprenditoriale italiano. E viceversa, le imprese più mature forniscono loro il sostegno in termini di capitali, competenze, rapporto con il mercato. Tale complementarietà attiva un circolo virtuoso, dove le imprese si contaminano reciprocamente arricchendo l’ecosistema produttivo.
L’Osservatorio Open Innovation e Corporate Venture Capital, alla sua settima edizione, analizza entrambi gli attori: da un lato le startup/PMI innovative, la loro crescita negli ultimi anni, quante di esse hanno avuto accesso alle opportunità di collaborazione con le Corporate e quali sono le loro performance economiche; dall’altro lato gli investitori Corporate, le loro caratteristiche e in quali settori decidono di investire.

Le 10 evidenze principali:
1. Nel 2022 sono 17mila le startup e PMI innovative in Italia, +6,4% rispetto al 2021, e con un fatturato complessivo di 9,5 miliardi di euro. In Italia operano oltre 17 mila imprese innovative (startup e PMI), che contano più di 123 mila quote di partecipazione per 81 mila soci. Il fenomeno è in crescita: nel 2022 il numero di imprese innovative è aumentato del +6,4% su base annua, le quote di partecipazione dei soci del +12,5% e il numero di soci del +10,1%. Nel 2021 le 17 mila imprese hanno  prodotto 9,5 miliardi di euro di ricavi, in aumento del +4,8% annuo e del +38,8% rispetto al livello pre Covid (anno 2019).

2. Circa un terzo delle startup e PMI innovative sono partecipate da Corporate Venture Capital: un totale di 5.300 imprese che generano 4,3 miliardi di euro di ricavi. Il 31,2% delle 17 mila imprese innovative è partecipato da soci CVC,
così come il 19,4% delle quote totali e il 15,9% dei soci. Si tratta di 5.300 imprese, che insieme generano 4,3 miliardi di euro, pari al 45,2% dei ricavi totali delle startup e PMI innovative italiane (l’incidenza più elevata tra le categorie di investitori).

3. Le startup e PMI partecipate da CVC crescono più delle imprese innovative totali, sia in numero (+12,4% vs +6,4%) sia in fatturato (+23% vs +4,8%). Nel 2022 il numero di startup e PMI innovative partecipate da CVC è aumentato del +12,4%, mentre il totale delle imprese innovative del +6,4%. La crescita del CVC è superiore anche in termini di quote e di soci, ma soprattutto in termini di ricavi: nel 2021 le imprese CVC registrano un aumento annuo dei loro ricavi del +23%, mentre il totale delle imprese innovative aumentano del +4,8%.

4. Le performance economiche medie sono positive: nel 2021 il valore della produzione e il valore aggiunto medi crescono del +28% circa. Il valore della produzione medio delle startup e PMI innovative partecipate da CVC passa da 5,9 milioni nel 2020 a 7,5 milioni di euro nel 2021, in crescita del +27,9% così come il valore aggiunto medio (+27,5%). Si mantiene invece stabile, intorno al 54%, la percentuale di imprese CVC con margine operativo lordo (MOL) positivo. Sotto il profilo della raccolta di capitale, le imprese CVC si attestano come la categoria più dinamica con 249 milioni di euro di capitale raccolto nel 2021.

5. I Corporate Venture Capitalist sono prevalentemente società di piccole dimensioni (il 63,7% ha meno di 10 addetti) e per buona parte appartenenti ai servizi non finanziari (41,1%). Gli investitori di origine Corporate sono principalmente società con meno di 10 addetti (il 63,7% del totale investitori CVC) appartenenti ai servizi non finanziari per il 41,1%, ai servizi finanziari (incluse le holding d’impresa) per il 17,4%, ai servizi informatici per il 12,1% e all’industria per l’11,0%. I soci Corporate investono principalmente in imprese innovative operanti nei settori “software e informatica”, ma non solo. I soci investitori appartenenti all’industria, infatti, differenziano maggiormente le loro partecipazioni e investono per il 29,9% in startup e PMI dell’industria, per il 27,9% in imprese del “software” e per oltre un quinto (21,7%) in quelle della ricerca e sviluppo. Questa particolare tendenza sottolinea la capacità dell’industria di sviluppare intorno a sé ecosistemi di natura diversificata per rispondere a esigenze eterogenee.

6. A livello geografico, il 47,5% dei soci CVC si concentra nel Nord-Ovest, mentre la localizzazione di imprese innovative è più diffusa. Quasi la metà (47,5%) dei soci CVC è concentrata nel Nord-Ovest Italia, mentre le startup e PMI innovative sono localizzate in maniera più diffusa. Infatti, oltre al Nord-Ovest (dove si conta il 35% delle imprese), si registra una considerevole presenza anche nel Sud (25,1%), nel Centro (21,1%) e nel Nord-Est (18,8%). Osservando congiuntamente le due distribuzioni si deduce una carenza di potenziali investitori corporate nel Sud, a fronte di un’elevata presenza di imprese innovative nella stessa area geografica.

7. Elevato è il dinamismo intersettoriale, con la gran parte dei soci CVC che investe in settori diversi dal proprio (81,4%), mentre è più contenuto il dinamismo interregionale (solo il 29,6% dei CVC investe fuori dalla propria regione). Ben l’81,4% dei soci Corporate ha investito in imprese innovative operanti in settori diversi dal proprio, mentre solo il 29,6% dei soci CVC ha investito in imprese innovative che hanno sede legale in un’altra regione. Il Corporate Venture Capital in Italia, dunque, si presenta come un fenomeno che si relaziona sul territorio in un’ottica di prossimità e nello stesso tempo punta a investire in settori differenti al fine di diversificare le proprie competenze.

8. In Lombardia risiedono 4,7mila startup e PMI innovative, con una incidenza sul totale italiano del 27,3% in numero e del 34,4% in ricavi. Il 27,3% delle oltre 17 mila startup e PMI innovative italiane risiede in Lombardia, percentuale che sale al 36,5% in termini di quote di partecipazione e al 34,4% in termini di valore della produzione. Il fenomeno è in crescita, soprattutto in termini di ricavi, i quali nel 2021 registrano un incremento annuo del +19,8% (+4,8% la crescita in Italia).

9. Il CVC in Lombardia è più diffuso e cresce di più rispetto a quanto accade in Italia. Delle 4,7 mila startup e PMI innovative lombarde, il 38,8% è partecipato da investitori CVC, una percentuale più alta rispetto a quella italiana (31,2%). In termini di ricavi, le imprese lombarde partecipate da CVC hanno prodotto quasi la metà (49,4%) dei ricavi totali, a fronte del 45% italiano. Inoltre, i ricavi delle imprese CVC registrano nel 2021 una crescita annuale del +39,5%, più elevata di quella delle imprese CVC italiane (+23,0%). Sotto il profilo delle performance economiche, la Lombardia si distingue in particolar modo per la percentuale di imprese innovative CVC con MOL positivo, pari al 75%, 21 punti percentuali in più della percentuale italiana (54%).

10. I soci Corporate lombardi investono principalmente all’interno della regione. Le caratteristiche dei soci Corporate lombardi sono simili a quelle evidenziate dai dati nazionali: sono soprattutto società di piccole dimensioni appartenenti ai servizi non finanziari, ma anche holding di impresa e investono principalmente nei settori “software”. Emerge però una particolare tendenza in termini geografici: solo il 20,0% dei soci lombardi investe fuori dalla propria regione, una percentuale più bassa rispetto al 29,6% della media Italia, sintomo che in Lombardia è presente un ecosistema solido che “trattiene” gli investimenti.

Per maggiori approfondimenti, si invia al seguente link: https://osservatorio-openinnovation.it/.