La filiera Life Sciences in Lombardia vale 27 miliardi di valore aggiunto e, con l'indotto, pesa il 13% sul PIL regionale

Rapporto di Assolombarda sulla filiera Life Sciences lombarda nel benchmark nazionale ed europeo, in collaborazione con Anitec-Assinform, AIOP, Assobiotec, CERGAS-SDA Bocconi, Cluster lombardo scienze della vita, Confindustria Dispositivi Medici, Farmindustria e Federchimica.

I risultati principali di questa edizione confermano la rilevanza della filiera Life Sciences per lo sviluppo economico del sistema italiano e lombardo, il ruolo primario della Lombardia nel contesto nazionale e il suo posizionamento competitivo tra le regioni europee più avanzate nelle scienze della vita, la solida specializzazione della regione nell’industria e nei servizi sanitari.

Il primo punto in evidenza è che nel 2020 e nel 2021 la pandemia e le criticità emerse nelle catene globali di approvvigionamento e produzione non hanno arrestato la crescita della filiera Life Sciences, in Lombardia così come in Italia. Secondo nostre elaborazioni sui dati finora disponibili, nel 2021 in Italia il valore della produzione della filiera Life Sciences raggiunge i 250 miliardi di euro, in crescita del +6,9% rispetto al 2020 e del +10,1% al 2019, e il valore aggiunto supera i 105 miliardi (+3,4% vs 2020, +4,8% vs 2019). Parimenti, in Lombardia il valore della produzione della filiera si porta a oltre 74,5 miliardi di euro (+5,4% rispetto al 2020, +5,5% al 2019) e il valore aggiunto a quasi 27 miliardi (+3,5% vs 2020, +5,8% vs 2019).
Considerando sia il contributo diretto dei settori della filiera Life Sciences sia l’indotto attivato in altri comparti economici, nel 2021 il valore aggiunto della filiera Life Sciences corrisponde così in Italia al 10,6% del PIL, mentre l’incidenza in Lombardia è ancora superiore e pari al 13% del PIL regionale, con un valore aggiunto complessivo diretto e indotto di oltre 51,5 miliardi di euro.

Il secondo aspetto è il contributo primario del Life Sciences lombardo al valore economico complessivo della filiera nazionale, riaffermato dalla fotografia del 2021: in Lombardia, dove risiede un sesto della popolazione nazionale, si registrano ben il 20% degli addetti, il 26% del valore aggiunto e il 30% del valore della produzione della filiera italiana.

La terza evidenza riguarda l’industria, la cui robustezza è caratteristica distintiva della Lombardia. In Lombardia l’industria attiva da sola il 44% del valore della produzione (32,6 miliardi di euro) e il 36% del valore aggiunto (9,7 miliardi di euro) dell’intera filiera Life Sciences, incidenze superiori a quanto rilevato in Italia. Inoltre, l’industria Life Sciences lombarda rappresenta la metà dell’intero settore a livello nazionale in entrambe le grandezze economiche considerate. Si sottolinea poi che, anche in un anno di grave contrazione dell’economia come il 2020, l’industria Life Sciences lombarda ha sperimentato una crescita sostenuta e tra il 2021 e il 2019 l’incremento è del +9,7% in termini di valore della produzione e del +10,2% di valore aggiunto (tuttavia, performance leggermente inferiore al totale nazionale). Infine, in ambito europeo, la Lombardia continua a distinguersi tra le prime regioni farmaceutiche insieme a Cataluña, Baden-Württemberg e Île de France grazie, in particolare, a un valore aggiunto per abitante pari a 618 euro (dati 2020) superiore ai benchmark. Anche sui mercati internazionali il posizionamento è di rilievo (nel 2021 l’export farmaceutico lombardo ammonta a 7,7 miliardi di euro), con una crescita fortissima nell’ultimo decennio (+80%), sebbene negli anni della pandemia molto più contenuta rispetto al top performer Baden-Württemberg (+0,7% nel 2021-2019 vs +23,1%).

Il quarto aspetto interessante è l’attività svolta dalle imprese industriali. Considerando le 74 maggiori aziende lombarde (fatturato superiore ai 100 milioni di euro), il 60% circa svolge una attività produttiva in regione e una percentuale altrettanto consistente si occupa di trial clinici, mentre una quota sempre importante ma più limitata, pari al 40%, ha un centro di ricerca aziendale.

Il quinto punto riguarda la rilevanza strategica dei servizi sanitari, riaffermata con forza nella risposta all’emergenza sanitaria che tra il 2020 e il 2021 ha visto la Lombardia tra le aree del mondo più intensamente colpite. I servizi sanitari rappresentano il 55% del valore aggiunto e il 34% del valore della produzione dell’intera filiera lombarda e il settore si caratterizza per dinamica positiva nelle sue dimensioni tra il 2021 e il 2019: +7,9% il valore della produzione e +1,2% il valore aggiunto. La crescita, rilevante soprattutto con riferimento alla prima grandezza, è guidata da un’accelerazione nel finanziamento del sistema sanitario pubblico, che nel biennio della pandemia ha registrato aumenti senza precedenti, almeno a confronto con il precedente decennio.

Il rapporto 2022 è stato presentato il 14 novembre 2022 durante la quinta edizione del 'Milano Life Sciences Forum' di Assolombarda, occasione di confronto tra imprese, mondo scientifico e istituzioni sullo stato attuale dei progetti nazionali e regionali del PNRR, sulle ultime frontiere della ricerca, sull'importanza strategica della filiera per il Paese e sul futuro della sanità. Per maggiori informazioni, contattare il Life Sciences Desk.