"Dai distretti industriali la spinta per la ripresa" - Intesa Sanpaolo

XIII Rapporto Annuale “Economia e finanza dei distretti industriali”

Performance 2020 e stime 2021 delle imprese distrettuali

Le imprese appartenenti ai 158 distretti italiani analizzati da Intesa Sanpaolo vedranno un rimbalzo del fatturato pari al +11,8% nel 2021, dopo il calo del -12,2% stimato per il 2020. Tuttavia, il recupero sarà parziale e il fatturato rimarrà inferiore del -2,9% rispetto ai livelli del 2019. Sul risultato pesano in particolar modo le difficoltà del sistema Moda e, più in generale, una prima parte dell’anno ancora penalizzata dalla pandemia.
Il rimbalzo nel 2021 è particolarmente significativo considerando che nel 2020 il 25% delle imprese ha registrato una marginalità negativa. Negli ultimi anni, però, il processo di rafforzamento patrimoniale è proseguito e il 50% delle imprese che hanno registrato perdite nel 2020 ha potuto contare su una liquidità interna adeguata ad affrontare la crisi e l’80% su un patrimonio netto sufficientemente capiente per far fronte alle perdite.

imm1 - imprese liquide

Le caratteristiche di forza delle filiere

Le filiere continueranno a rappresentare un tratto imprescindibile del tessuto produttivo italiano. Le loro caratteristiche sono state studiate da Intesa Sanpaolo tramite una ‘network analysis’ da cui sono emersi:

  • presenza di strutture gerarchiche delle imprese del network, con capofila che concentrano un maggior numero di transazioni, ma anche relazioni tra imprese appartenenti alla stessa classe dimensionale, a testimonianza dell’elevato spirito di collaborazione che caratterizza le filiere distrettuali.
  • grado di dipendenza più contenuto da fornitori e costi di approvvigionamento (rispetto alle imprese non distrettuali): nei distretti il 47% dei nuovi fornitori attivati durante la pandemia sono locali (entro i 50 km) e hanno spesso sostituito forniture strategiche di prossimità. L’effetto netto è stato un lieve allungamento delle filiere distrettuali, che tuttavia mostrano una distanza media di approvvigionamento inferiore rispetto alle aree non distrettuali (116 km vs 157).
  • maggior radicamento locale per le PMI distrettuali: non solo è più bassa la quota di PMI plurilocalizzate (11,2% vs 13,1% nelle aree non distrettuali), ma in queste una percentuale più elevata di addetti lavora nella provincia della sede operativa (78% vs 72%). Le grandi imprese distrettuali, invece, sono articolate su scala nazionale e sono aperte all’estero, portando i prodotti realizzati nei distretti anche al di fuori dei confini nazionali.

Da dove parte il rilancio? Digitale, green, capitale umano

  • Sul fronte del digitale, nei distretti l’incidenza di ICT e R&S sul totale degli acquisti di beni e servizi era già in crescita prima della pandemia (dal 3,7% del 2016 al 4,1% del 2019), grazie al traino dei distretti della meccanica (7,1% vs 5,7% delle aree non distrettuali). Nel 2020 i processi di digitalizzazione hanno visto un’accelerazione importante, anche se restano ritardi tra le imprese più piccole.
  • Anche la tematica ambientale ha un ruolo sempre più rilevante nei distretti: l’incidenza di imprese con impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile e beneficiari degli incentivi del GSE (Gestore dei Servizi Energetici) è pari complessivamente all’11,8% (10,4% al di fuori dei distretti), con punte del 28,3% tra le aziende di grandi dimensioni; la quota di brevetti green sul totale è salita al 6,3% negli anni più recenti (2014- 2018), raddoppiando la quota rispetto ai primi anni duemila.
  • Trasferimento tecnologico e capitale umano sono le due chiavi per favorire l’accelerazione degli investimenti nel digitale e nel green. Le imprese distrettuali vantano già un buon posizionamento competitivo sul fronte del trasferimento tecnologico: 73 imprese su 100 producono brevetti (vs 49 imprese non distrettuali) e il 17% esporta marchi (vs 11%).

imm2 - punti di forza
I territori a maggior intensità distrettuale mostrano, inoltre, esigenze particolari in termini di capitale umano “di qualità” e attraggono più laureati determinando un deflusso da parte di altri territori a minor specializzazione produttiva.

imm3 - laureati

Il report completo è disponibile al seguente LINK.

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