Conflitto Russia-Ucraina: l’impatto sulle prospettive di crescita dell’Italia

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Il conflitto tra Russia e Ucraina sottrae alla crescita dell’economia italiana tra 1,2 e 2,2 punti percentuali, portando il PIL del 2022 dal +4% stimato in precedente a sotto al 3%, o addirittura al 2%, a seconda delle stime. La forbice di previsione rimane ampia a causa dell’estrema incertezza che continua a caratterizzare lo scenario geopolitico. Si allontana così il recupero dei livelli di attività pre Covid, da questa primavera all’inizio del 2023.
I canali di impatto in azione sono molteplici e sono attesi dispiegare il massimo effetto nella prima metà di quest’anno, nell’ipotesi che il conflitto armato si esaurisca entro tale data: dall’ulteriore rincaro delle commodity energetiche e non che spinge l’inflazione in Italia tra il +5% e il +6% in media annua per il 2022, agli scambi commerciali frenati, alle problematiche nelle catene di approvvigionamento, alla volatilità nei mercati finanziari, agli effetti sulla fiducia.
Tutte le componenti del PIL italiano rallentano nel 2022 e subiscono una revisione al ribasso più forte a causa del mutato contesto: le esportazioni sono attese in deciso rallentamento (+3/+4% circa da +13,3% nel 2021), i consumi delle famiglie italiane si prevedono deboli (+2/+4% circa da +5,2% nel 2021) dopo il già parziale recupero dei valori pre Covid e con disuguaglianze crescenti, gli investimenti delle imprese perderanno vigore (+4,5%/+6% circa da +17% nel 2021) dopo essere stati il traino principale della performance nazionale nel 2021 e aver già superato ampiamente i livelli del 2019.

L'analisi completa è disponibile al seguente LINK.

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