Booklet Economia - Settori e Lavoro: in Lombardia nel 2024 arretra la manifattura ma si espandono i servizi, cresce il lavoro ma con minore energia
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La Lombardia nel confronto nazionale ed europeo. Focus specifici per Milano, Lodi, Monza Brianza, Pavia.
Manifattura
I livelli persistentemente elevati di incertezza dal punto di vista geopolitico internazionale incidono sull’attività economica. Stando ai dati disponibili più recenti, per l’industria lombarda gli ultimi mesi del 2024 sono stati di invarianza, dopo cinque trimestri consecutivi di contrazione e all’interno di un contesto di diffusa e perdurante debolezza del comparto a livello europeo. L’affaticamento è evidente anche nel confronto su base tendenziale, con cali di produzione rispetto al 2023 intorno all’1% nei primi tre trimestri dello scorso anno e un contenuto aumento dello 0,2% nell’ultimo scorcio.
Complessivamente, nel 2024 i livelli lombardi di produzione manifatturiera sono diminuiti dello 0,8%, flessione che segue la stazionarietà dell’anno precedente (+0,2% nel 2023 sul 2022). Il calo coinvolge tutte le classi dimensionali d’impresa, con le PMI che registrano un -0,7% annuo, in linea con la media regionale, e le grandi realtà un più marcato -1,0% (sebbene con uno slancio positivo sul finire d’anno). Le difficoltà del comparto industriale sono ben più marcate a livello nazionale, dove si registra una contrazione del -3,7%, e trovano conferma anche tra i Paesi europei di riferimento quali Francia (-0,6% annuo) e, soprattutto, Germania (-4,8%); al contrario, la manifattura spagnola è in espansione dell’1,0%.
Al quadro annuale di arretramento dell’attività industriale si affianca una timida crescita sui mercati esteri, con l’export che in valore lo scorso anno è aumentato dello 0,6% (dopo un già contenuto +0,5% nel 2023): una dinamica non particolarmente brillante, che desta preoccupazione soprattutto alla luce delle ripercussioni sugli scambi commerciali che insorgerebbero con l’introduzione di nuovi dazi da parte dell’amministrazione Trump.
L’incremento, pur lieve, registrato nello scorso anno ha comunque portato a un record storico di 164 miliardi di euro di fatturato estero realizzato dalle imprese lombarde. La performance regionale annua è la sintesi di un primo trimestre 2024 particolarmente negativo (-3,0%), seguito da una primavera fiacca (+0,6%) e da incrementi più consistenti nella seconda metà dell’anno (+1,6% nel terzo e +3,2% nel quarto trimestre). Il +0,6% annuo lombardo si confronta con la flessione del totale Italia (-0,4% sul 2023) e con gli andamenti decrescenti o piatti dei peer europei (-3,7% Baden-Württemberg, -0,9% Auvergne-Rhône Alpes, -0,3% Cataluña, 0,0% Bayern).
Risulta peculiare la divergenza tra l’andamento dell’export manifatturiero e quello del totale economia, soliti a muoversi su traiettorie pressoché sovrapponibili, ma che nel 2024 seguono dinamiche differenti: guardando alle sole esportazioni manifatturiere (che comunque rappresentano il 97% del totale) la variazione dello scorso anno risulta infatti sostanzialmente stabile (-0,1%).
Guardando alle destinazioni, nel 2024 il valore delle esportazioni verso mercati europei è cresciuto dello 0,8% e quello verso mete extra-europee di un più contenuto 0,3%. Tra i principali partner nell’Ue27, aumentano in particolare le vendite dirette in Spagna (+11,1% annuo) e forniscono contributi positivi anche Polonia (+2,7%) e Paesi Bassi (+1,6%), mentre gli scambi con Francia e Germania soffrono della debolezza delle economie di destinazione, con flessioni rispettivamente del -2,3% e -2,7%. Una variazione negativa interessa anche le principali mete commerciali extra-europee (-3,6% USA, -7,7% Turchia, -2,8% Regno Unito, -1,2% Cina): l’espansione esterna all’Unione è quindi dovuta al solo contributo di nuovi mercati, in particolare Emirati Arabi Uniti (+12,9%), Arabia Saudita (+19,7%) e India (+9,5%). Nel dettaglio della performance verso la Germania, ossia il principale partner commerciale della regione, è quantificabile in 462 milioni di euro di fatturato estero in meno realizzato in un anno, calo dovuto in buona parte alla contrazione delle vendite di metalli (-8,1%), mezzi di trasporto (-8,4%), meccanica (-3,9%), gomma-plastica (-5,5%) ed elettronica (-6,4%). La perdita di fatturato estero sul mercato statunitense, prima destinazione extra-Ue, ammonta, invece, a 507 milioni di euro, dove i settori più in affanno sono farmaceutica (-15,8% di export in dodici mesi), metalli (-10,5%), meccanica (-6,4%) e moda (-6,4%): è una di
Approfondendo il quadro dell’industria lombarda nel 2024 per settori manifatturieri, l’elettronica ha registrato l’incremento più alto in termini di esportazioni (+11,2%), mentre il comparto chimico-farmaceutica e l’alimentare sono risultati i più performanti sul fronte della produzione (rispettivamente +4,5% e +2,7% sul 2023) e sperimentano, al contempo, un’espansione sui mercati esteri (alimentare +6,2%, farmaceutica +4,5% e chimica +2,0%). Una crescita ha interessato anche le esportazioni del legno (+1,6%), nonostante la flessione dei livelli produttivi (-0,8% annuo). La moda è il comparto che ha maggiormente risentito della debolezza della domanda, con vendite sui mercati internazionali in calo del -6,2% rispetto al 2023 e dinamiche di produzione in negativo per tessile (-8,3%), pelli-calzaturiero (-6,8%) e abbigliamento (-1,7%). Una rilevante contrazione dei livelli produttivi ha riguardato anche la siderurgia (-3,1%), seguita da meccanica (-1,6%, con flessione di export del -0,9%) e mezzi di trasporto (-0,9%, sebbene il valore delle esportazioni dell’automotive abbia segnato un lieve +0,4%).
Servizi
Come già discusso nei due precedenti Booklet, nel 2024 il comparto dei servizi ha continuato a sperimentare una decisa espansione, fornendo così da traino per la crescita economica nello scenario sia regionale sia nazionale.
Guardando ai dati di fatturato a valori correnti, lo scorso anno i servizi hanno segnato un incremento complessivo del 3,1% dopo il già positivo 4,8% del 2023. L’espansione regionale del fatturato dei servizi è poco sotto al 3,5% medio nazionale e, nel confronto europeo, è pari all’incremento del comparto in Germania (+3,1%); la crescita dei servizi è ancora più decisa in Francia (+5,4%) e Spagna (+5,9%).
Nel dettaglio del quadro regionale, la crescita del terziario è guidata in primis dalle attività di alloggio e ristorazione e dai servizi alle imprese, entrambi comparti con aumenti di fatturato annuo del +4,0%; un andamento positivo si risconta anche per i servizi alle persone (+2,6%), sebbene in evidente rallentamento rispetto alla dinamica del 2023. Il commercio è l’unico ad aver osservato un calo di fatturato (-1,0% sull’anno precedente) dopo un 2023 che aveva già registrato una decisa decelerazione rispetto al biennio post-Covid.
Mercato del lavoro
Il 2024 è stato un anno ancora positivo per il mercato del lavoro lombardo. Il numero di occupati ha raggiunto il nuovo massimo storico di 4,54 milioni, in crescita di circa 37mila unità rispetto al 2023 (+0,8%). In termini percentuali, la crescita è inferiore a quella registrata a livello nazionale (+1,5%) e, tra le regioni benchmark, in Piemonte (+2,9%); risulta invece superiore a quella registrata in Emilia-Romagna (+0,5%) e in Veneto (+0,2%).
In Lombardia sono aumentati gli occupati sia uomini (+16mila) sia, soprattutto, donne (+21mila). Sono cresciuti i lavoratori dipendenti (+75mila) e calati gli indipendenti (-38mila), a conferma di una tendenza consolidata negli ultimi anni che vede diminuire l’incidenza dei lavoratori autonomi. Tra i dipendenti, inoltre, si è ridotta al 10,0% la quota a tempo determinato.
Hanno contribuito all’espansione annua la fascia dei giovani-adulti (25-34 anni) e quella più matura (50-64 anni), nelle quali si è registrato un aumento, rispettivamente, di 14mila (+1,7%) e 24mila lavoratori (+1,5%), mentre nella fascia intermedia 35-49 anni il numero di occupati è rimasto sostanzialmente stabile (+2mila, +0,1%). Si tratta di andamenti che vanno letti in relazione alle dinamiche demografiche, che vedono alcune coorti assottigliarsi e altre crescere di rilevanza. Si consideri che, nel periodo 2019-2024, i 50-64enni sono aumentati considerevolmente (+181mila, +8,3%) a fronte di un calo del numero di 35-49enni (-233mila, -10,6%). La coorte 25-34 anni, invece, non ha mutato significativamente la sua consistenza (+20mila, +1,9%).
Tra i settori, è il terziario ad aver trainato l’occupazione lombarda nel 2024: il comparto dei “servizi knowledge intensive e altri servizi” è cresciuto di 31mila lavoratori (+1,4%), mentre quello del “commercio, alberghi e ristorazione” si è espanso di 17mila (+2,1%). Al contrario, i lavoratori del comparto manifatturiero sono rimasti sostanzialmente stabili (-2mila, -0,4%), quelli del settore delle costruzioni hanno registrato una diminuzione (-8mila, -2,8%). In crescita, invece, gli occupati nell’agricoltura (+2mila, +3,7%). Sulla base delle evidenze che emergono a livello nazionale, è possibile affermare che parte della tenuta occupazionale del settore manifatturiero è correlata a strategie di labour hoarding da parte delle imprese, ossia nella scelta di mantenere inalterati i livelli occupazionali pur all’interno di un contesto di rallentamento dell’attività, plausibilmente per questioni legate alle difficoltà di reperimento di personale.
Inoltre, è interessante osservare che la recente espansione occupazionale lombarda ha attinto principalmente da due bacini: quello dei disoccupati e quello delle forze di lavoro potenziali, ossia quella quota di inattivi più vicina al mercato del lavoro. Nel 2024 la Lombardia ha registrato 173mila disoccupati nella fascia 15-74 anni, in calo di -15mila rispetto all’anno precedente. Gli inattivi in età lavorativa (15-64 anni) sono cresciuti di +18 mila unità, portandosi nel 2024 a 1,78 milioni. Scomponendo la variazione complessiva dei +18 mila inattivi si osserva che quelli che non cercano lavoro e non sono disponibili a lavorare sono aumentati di +35 mila unità, mentre le forze potenziali di lavoro si sono contratte di -17 mila unità. In particolare, le forze di lavoro potenziali in Lombardia sono passate da 325mila nel 2020, quando valevano il 17,0% del totale degli inattivi, a 157mila nel 2024 (8,8%): negli ultimi anni, dunque, si è ridotta particolarmente quella porzione dell’inattività più facilmente riassorbibile nel mercato del lavoro.
Le dinamiche assolute del mercato del lavoro lombardo trovano risconto nell’andamento degli indicatori di performance. Nel 2024 in Lombardia il tasso di occupazione nella fascia 15-64 anni si è collocato sul nuovo massimo storico del 69,4%, sebbene la crescita rispetto all’anno precedente sia stata particolarmente contenuta (+0,1 punti percentuali). Tra le regioni benchmark, Emilia-Romagna (70,3%) e Veneto (70,2%) si sono caratterizzate per tassi di occupazione più elevati.
Inoltre, nel 2024 il tasso di disoccupazione 15-74 anni in Lombardia si è ridotto ulteriormente attestandosi al 3,7% (con ben 4 province sotto al 3%), il valore più basso dal 2008. Tra le regioni benchmark italiane soltanto il Veneto ha fatto meglio, con un tasso di disoccupazione al 3,0%, mentre l’Emilia-Romagna (4,3%) e il Piemonte (5,4%) si posizionano su livelli superiori, così come l’Italia nel suo complesso (6,5%).
In Lombardia il tasso di inattività (15-64 anni) è del 27,9% nel 2024, valore più alto tra le regioni benchmark italiane (Veneto 27,6%, Piemonte 27,0%, Emilia-Romagna 26,4%).
Se, da un lato, il mercato del lavoro lombardo si è quindi indubbiamente rafforzato nel corso del 2024, permangono alcuni elementi di debolezza tipici del contesto italiano. Il più evidente è la piena valorizzazione della popolazione femminile che continua a caratterizzarsi, nel confronto con gli uomini, per tassi di occupazione inferiori (62,3% tra le donne vs 76,3% tra gli uomini nella fascia 15-64 anni) e per un’incidenza più elevata del lavoro a tempo parziale (28,8% tra le donne vs 6,2% tra gli uomini). Inoltre, sul fronte giovanile, le recenti evoluzioni del mercato del lavoro lombardo presentano luci e ombre: il tasso di disoccupazione 15-24 anni si è ridotto notevolmente nel 2024 (dal 15,4% al 12,7%), ma il numero di NEET è rimasto stabile rispetto all’anno precedente (88mila).
Infine, indicazioni sul quadro congiunturale corrente e prospettico possono essere tratte dal profilo trimestrale dell’occupazione e dall’andamento delle ore di Cassa Integrazione Guadagni autorizzate. In quest’ottica, alcuni segnali fanno presagire un possibile futuro rallentamento dell’espansione del mercato del lavoro lombardo. Infatti, la crescita del numero di occupati ha registrato un profilo trimestrale che si è via via indebolito in corso d’anno e nel quarto trimestre il tasso di occupazione si è contratto leggermente su base tendenziale. Sul fronte della CIG, invece, dopo il calo registrato nel 2023, il 2024 ha visto crescere le ore autorizzate in Lombardia del +22,6%, con un ultimo trimestre in lieve accelerazione al +24,9% su base tendenziale. Si tratta di elementi parziali da monitorare con attenzione.
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