Booklet Economia: dopo il -45% di attività produttiva in aprile, in Lombardia il recupero a inizio maggio è parziale

L'andamento economico della Lombardia nel confronto nazionale ed europeo.

La sicurezza sul lavoro in Lombardia

Nel 1° trimestre 2020 gli infortuni “in occasione di lavoro” denunciati in Lombardia diminuiscono, rispetto allo stesso periodo del 2019, del -5,2% a livello di intera economia e del -15,9% nella sola industria. Il calo più accentuato nell’industria riflette almeno in parte la chiusura di molte attività imposta per contenere la diffusione dell’epidemia Covid-19 che, limitando la mobilità, è anche all’origine della sensibile diminuzione degli infortuni “in itinere” (-25,6% a livello di intera economia e -28,1% nell’industria).

IN SINTESI - L’andamento economico della Lombardia rispetto ai benchmark

A novanta giorni dallo scoppio dell’epidemia nel nostro Paese e a due settimane dall’inizio della ‘fase 2’ è tempo di trarre un primo bilancio del costo economico di marzo e aprile, i due mesi in cui l’emergenza è stata massima, e di tracciare qualche iniziale evidenza per la prima decade di maggio.

L’impatto economico che emerge dalle statistiche quantitative finora disponibili a livello nazionale è di dimensioni e caratteristiche senza precedenti: secondo l’Istat il PIL italiano si è contratto del -4,7% congiunturale nel primo trimestre 2020, la produzione industriale è scesa a picco a marzo con un crollo record pari al -29,3% tendenziale e nello stesso mese l’export ha registrato un drastico calo del -13,5%.

A livello regionale non disponiamo ancora di indicatori sintetici per valutare a pieno le conseguenze del lockdown sull’economia lombarda. Tuttavia, gli indicatori raccolti a marzo e aprile, pur parziali e incompleti, concordano nel delineare un quadro molto severo, più che nel totale nazionale, considerando che nella nostra regione il Covid ha colpito prima e con maggior violenza.

Partiamo dai consumi di energia elettrica, utile proxy per comprendere l’andamento dell’attività produttiva. In Italia la domanda di energia si è contratta del -10% a marzo, per poi scendere del -17% ad aprile, toccando i livelli minimi dalla metà degli anni ’90. In Lombardia la flessione è stata maggiore, sia a marzo, -16%, sia ad aprile, -20%.

Interpretando congiuntamente i dati sui consumi elettrici di Terna (che per circa sette decimi originano da industria e servizi) con le flessioni rilevate per la produzione industriale italiana a marzo (-29% tendenziale, fonte Istat) e ad aprile (-45%, stima CSC) e tenendo conto della maggiore esposizione della Lombardia all’epidemia, rivediamo al ribasso al -35% annuo circa la caduta dell’attività produttiva in Lombardia a marzo e stimiamo una contrazione di almeno il -45% ad aprile.

La profondità del rallentamento dell’attività economica milanese e lombarda si legge inoltre nei transiti dei veicoli pesanti, in flessione rispetto al 2019 sulle tangenziali milanesi del -36% a marzo e del -50% ad aprile. Nei due mesi diminuisce anche il traffico merci nell’aeroporto di Malpensa, del -29% e poi del -35%.

Anche con riferimento agli spostamenti delle persone, sia sulle tangenziali milanesi sia in città, la riduzione a marzo e aprile è molto significativa: gli indicatori convergano verso un -70% circa a marzo, e un -75-85% ad aprile.

Per quanto riguarda le riaperture coincidenti con l’avvio della ‘fase 2’, tra il 4 e il 10 maggio la flessione della domanda di energia elettrica in Italia è stata del -12%, che si confronta con il -22% del periodo compreso tra il 23 marzo e il 19 aprile, ossia il momento più buio del lockdown (escludiamo dal calcolo i dati dell’ultima parte di aprile perché poco confrontabili con l’analogo periodo del 2019 in cui si concentrarono festività pasquali, 25 aprile e 1 maggio). Gli effetti della ripartenza sono quindi chiari nei numeri, ma permane un segno negativo nell’andamento nel confronto annuo che evidenzia come alcuni settori sono ancora chiusi e molti, tra chi ha riaperto, stanno sperimentando un riavvio graduale. Gli andamenti delle prossime settimane ci diranno di più sulla velocità di recupero dei gap rispetto al pre-crisi Covid.

La ripartenza dal 4 maggio, pur limitata, trova riscontro anche nelle rilevazioni di Google maps sugli spostamenti delle persone per e da i luoghi di lavoro: infatti, al 7 maggio questi spostamenti sono risaliti in Lombardia al -48% rispetto a gennaio-febbraio, dopo essere scesi a quasi il -70% tra fine marzo e metà aprile.

Sul fronte del mercato del lavoro non disponiamo ancora di statistiche per valutare le conseguenze della pandemia. Un punto di attenzione va comunque posto ai dati più recenti di CIG che nel complesso dei primi tre mesi del 2020 registrano un aumento del +13% rispetto al 2019, tutto per effetto delle richieste a febbraio (+45% nel singolo mese), pur non incorporando ancora gli effetti dell’emergenza Covid in quanto richieste presentate fino al dicembre scorso.

Ora che gradualmente l’offerta è ripartita, il vero punto dirimente sarà la velocità e l’entità della ripartenza della domanda, sia interna sia estera.

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