Booklet Economia: continua e prende forza il rimbalzo, ma a luglio la ripartenza delle attività produttive in Lombardia è ancora incompleta

L'andamento economico della Lombardia nel confronto nazionale ed europeo.

La sicurezza sul lavoro in Lombardia

Nel bimestre aprile-maggio 2020 gli infortuni in occasione di lavoro denunciati in Lombardia diminuiscono del -10,7% rispetto allo stesso periodo del 2019. L’andamento degli infortuni è influenzato dalle misure prese ai fini del contenimento dell’epidemia Covid-19: da un lato nella sola industria la diminuzione degli infortuni “in occasione di lavoro” è più sensibile (-55,0%) a causa dello stop a molte attività manifatturiere contenuto nelle misure del Governo, dall’altro il calo degli infortuni in itinere è piuttosto rilevante (-74,6% a livello di intera economica e -67,5% nella sola industria) come conseguenza delle limitazioni alla mobilità.

IN SINTESI - L’andamento economico della Lombardia rispetto ai benchmark

L’economia lombarda si muove tra la conta dei danni causati dal Covid-19, i segnali di rimbalzo che si registrano dalla fine del lockdown e le valutazioni dei gap ancora da colmare per tornare alla ‘normalità’.

Senza dubbi il 2020 segnerà una recessione di portata storica per l’Italia, quantificata nelle ultime stime di Prometeia (formulate a luglio 2020) in una flessione del PIL pari al -10,1%, con un impatto relativamente più intenso al Nord (-10,6% Nord Ovest, -10,5% Nord Est) rispetto al Centro (-9,7%) e al Mezzogiorno (-9,4%). In particolare, è prevista una contrazione del PIL pari al -10,7% in Lombardia e al -10,6% in Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. Per il 2021 le attese sono invece di un recupero a ruoli invertiti, con il Nord più dinamico (+6,4% Nord Ovest, +6,6% Nord Est) rispetto al resto Italia (+5,9% nella media nazionale +5,4% Centro, +4,8% Mezzogiorno).

Pur nell’incertezza che caratterizza le misurazioni statistiche in questa fase, l’eredità lasciata dallo shock del Covid-19 è comunque pesante. In Lombardia abbiamo stimato una caduta di attività produttiva del -35% a marzo (più che nella media nazionale) e del -45% ad aprile (in linea con il dato italiano, considerati gli stessi limiti di attività dati dal lockdown). Considerato che l’Istat rileva a maggio un rimbalzo della produzione industriale significativo e soprattutto più forte delle attese a livello italiano che porta a -20,3% la flessione rispetto al 2019, per la Lombardia rivediamo per il mese la precedente stima su base annua al -22% circa. Con riferimento a giugno, il quadro nella nostra regione è composito: da un lato è ancora importante la quota di imprese chiuse anche solo parzialmente e gli indicatori soft rimbalzano più lentamente che nella media italiana, dall’altro la fiducia delle imprese mostra segnali di risalita più marcati sia per i servizi sia per il manifatturiero (pur sempre con forti gap rispetto ai livelli passati). Tutto questo considerato, per giugno stimiamo un livello di attività ancora del -20% circa inferiore rispetto al 2019 (il tendenziale del mese su base nazionale previsto da Prometeia è al -17%).

La nostra stima tiene conto innanzitutto della ripartenza ancora parziale delle attività economico-produttive: secondo un sondaggio condotto su 500 imprese dell’industria e del terziario associate ad Assolombarda a metà luglio, il 15% delle aziende è ancora chiusa, anche solo parzialmente (erano il 28% due mesi fa). Dalla rilevazione emerge, inoltre, una discesa al 27% degli smart worker sul totale dipendenti del panel (dal 47%, ma comunque ancora su quote rilevanti) e aumenta al 51% quella dei presenti in sede (dal 30%).

Indicazioni fondamentali sono date anche dagli ‘indicatori soft’. In particolare, il traffico dei veicoli pesanti, indicativo della ripresa degli scambi e quindi della attività delle aziende, a giugno si attesta al -15% sulle tangenziali milanesi (dato Serravalle) e al -20% sulle strade statali regionali (dato Anas, che si confronta con un più positivo -8% a livello nazionale). Fotografando il quadro più recente, a luglio prosegue e accelera il graduale ritorno alla normalità, pur con distanze importanti dai livelli precedenti l’emergenza sanitaria. In particolare, il traffico dei veicoli pesanti sulle tangenziali milanesi nelle prime tre settimane di luglio flette ancora del -5% rispetto al 2019 (-18% i veicoli leggeri). Il traffico merci via aereo nell’aeroporto di Malpensa a giugno è ancora sotto del -9% rispetto a un anno prima e per luglio le stime sono uguali. Google Maps rileva spostamenti per motivi di lavoro in Lombardia in progressivo aumento dalla fine del lockdown, ma sempre inferiori rispetto a inizio 2020 e il recupero si mantiene più contenuto rispetto alla media nazionale: -28% a metà luglio in Lombardia, dopo il -46% di metà maggio (per confronto l’Italia: -25% a giugno da -42% a maggio).

Per contro, gli indicatori di mobilità delle persone nel complesso (quindi non solo per motivi di lavoro) a metà luglio hanno recuperato i livelli pre Covid in Lombardia e nelle province di Monza e Brianza, Lodi e Pavia. Restano invece ancora inferiori del -7% a Milano (come già commentato, qui è ragionevole ipotizzare che incida in negativo la più consistente componente di mobilità per esigenze lavorative rispetto agli altri territori).

Il quadro sull’attività economica si completa con le informazioni sulla fiducia delle imprese, che a luglio risale per il secondo mese consecutivo, con un rimbalzo più forte nel Nord-Ovest rispetto alla media italiana, sia nel manifatturiero sia soprattutto nei servizi. Ma i livelli raggiunti dagli indici rimangono depressi e il crollo record di marzo non è ancora recuperato: rispetto a febbraio l’indice del manifatturiero ha ancora un gap di -14 punti in Italia e -15 nel Nord-Ovest, nei servizi addirittura di -33 e -21 punti rispettivamente.

Tra i consumatori, e dunque le famiglie, l’indice di fiducia torna invece a scendere a luglio dopo l’iniziale recupero di giugno e rimane molto basso: il calo è lieve in Italia (-1 punto percentuale) e più sostenuto nel Nord-Ovest (-3 punti), allargando il differenziale rispetto a febbraio 2020 a -11 punti percentuali in Italia e a -13 punti nel Nord Ovest, dunque consistente ma più ridotto di quanto rilevato per le imprese. In particolare, nel Nord-Ovest diminuiscono ulteriormente le indicazioni relative al clima economico e al clima futuro.

Infine, resta molto elevato il ricorso alla Cassa Integrazione. A giugno 2020, infatti, sono state autorizzate 81 milioni di ore di CIG in Lombardia, per un totale trimestrale pari a 376 milioni di ore, il 20% sopra il record di 313 milioni di ore registrato nel 2010. A livello di territori, tra aprile e giugno 2020 a Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia sono state autorizzate 171,3 milioni di ore di CIG, quasi il doppio dei 93,2 milioni nell’intero 2010: per Milano e Monza e Brianza le ore sono due volte quelle del 2010, per Lodi oltre una volta e mezza quelle del 2014 (anno di picco), mentre per Pavia le richieste in questi tre mesi sono inferiori al record del 2009.

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